Coordinamento Nazionale
Famiglie Disabili
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NOTA STAMPA



Il grido di allarme delle Famiglie con Disabilita'


La denuncia di mamma Chiara sui diritti negati a suo figlio Simone deve diventare il grido di allarme e di protesta di tutte le famiglia con #disabilità
La drammatica vicenda denunciata da Chiara, mamma ed unico #Caregiver Familiare di Simone, ha destato finalmente l’attenzione dei media. Si tratta di un ragazzo romano, con una disabilità severa e complessa, che sta subendo un gravissimo abbandono istituzionale rappresentato dall'interruzione dell'assistenza domiciliare che veniva erogata dal IV Municipio di #Roma da oltre 10 anni. La madre ha dunque denunciato pubblicamente la grave violazione che aggrava in modo importante la loro già precaria condizione familiare. Si tratta infatti di una famiglia monoparentale, con abitazione inaccessibile, risposte insufficienti a coprire le reali necessità assistenziali e importanti difficoltà economiche. Una condizione che è comune a molte altre persone con disabilità in Italia.
Il Coordinamento Nazionale Famiglie Disabili, di cui Chiara è Vice Presidente Nazionale, ha più volte segnalato il comportamento illecito di molti Comuni italiani e, per quanto riguarda la #Capitale, da molti mesi e quindi ancor prima dell'insediamento dell'attuale Giunta pentastellata, ha promosso azioni collettive tra le quali una diffida, risalente al 2015, contro le arbitrarie sospensioni dell'erogazione di assistenza domiciliare indiretta ai cittadini romani con disabilità. L’assistenza domiciliare indiretta prevede che la persona con disabilità possa scegliere autonomamente il proprio operatore socio-sanitario con le modalità più adeguate al proprio Piano Assistenziale Individualizzato, assumerlo regolarmente e regolarmente retribuirlo, attraverso l'erogazione di un "budget assistenziale" erogato dal Comune che va periodicamente, e giustamente, rendicontato all’Amministrazione Comunale.
Qual è quindi il fulcro della vicenda? Può un’Amministrazione Comunale sospendere l’assistenza domiciliare, VITALE per la sopravvivenza di una persona con disabilità, a causa di vessanti prassi amministrative? Le sospensioni, infatti, non le ha subite solo Simone ma anche altre famiglie con disabilità. Ma non solo. A causa dei ritardi con i quali vengono erogati i rimborsi, molte di loro si sono trovate costrette ad anticipare – quando hanno potuto e anche di molti mesi - gli importi dell’assistenza in attesa di versamenti economici che arrivano con una lentezza estenuante.
Nel Novembre 2014 l’inchiesta "#MafiaCapitale" ha cominciato a scoperchiare, purtroppo solo parzialmente, un sistema di connivenze e malaffare che hanno coinvolto cooperative ed aziende che, con la complicità di alcuni rappresentanti dell’Amministrazione Capitolina, avevano dato vita ad un sistema di graduale e costante sottrazione di denaro pubblico. L'esigenza di porre fine a questo illegale salasso ha portato ad inasprire, giustamente e profondamente, i controlli e le supervisioni amministrative. Tuttavia il paradosso è che questo inasprimento ha coinvolto anche le famiglie con disabilità come se fossero aziende di cui verificare la correttezza di gestione e dei bilanci. Ma se un'azienda è in grado di sopportare le lungaggini potendo accedere al credito, le famiglie con disabilità spesso impoverite se non indigenti, non possono davvero accedere ad alcun finanziamento. Pertanto se un'azienda anticipa somme per le quali può attendere il rimborso posticipato, una famiglia non può certo anticipare l'importo di due o tre stipendi mensili, oltre i contributi dovuti all’INPS, per poi aspettare mesi per la restituzione delle somme.
Il tutto diventa ancor più illecito e vessante se si considera che a subire questo trattamento sono persone ASSISTITE dalle istituzioni proprio a causa della loro fragilità sociale! L’idiocrazia romana ha pensato quindi di stritolare cittadini in difficoltà con allucinanti e reiterate richieste di documentazione, pena la sospensione o la mancata erogazione del servizio di assistenza domiciliare. Questo cavilloso ed ingiustificato comportamento ha colpito duramente proprio gli assistiti più poveri e quindi già in grave difficoltà economica, proprio come Simone e la sua mamma. Ma c’è di più. Nonostante le irragionevoli richieste siano state tutte soddisfatte, l'Amministrazione ha comunque loro sospeso l'assistenza e del tutto illecitamente senza affatto considerare cosa avrebbe comportato per una persona con disabilità molto severe e, quindi, del tutto non autosufficiente.
E a questo punto anche un’altra domanda sorge spontanea: quanto in tutta questa vicenda incide il mancato riconoscimento giuridico dello status di Caregiver Familiare in Italia? Nel Novembre 2015 è stato assegnato alla Commissione Lavoro al Senato un Disegno di Legge che ne identifica il fondamentale ruolo ma ancora non è stato calendarizzato ad ulteriore testimonianza del colpevole atteggiamento delle istituzioni, locali e nazionali, nei confronti delle famiglie fragili, soprattutto quelle con gravi disabilità.
Peraltro l'assistenza è un obbligo istituzionale giuridicamente definito al quale nessun ente locale può sottrarsi! Per questo è necessario che tutti gli organismi preposti ufficializzino immediatamente una presa di posizione netta e trasparente che respinga in modo deciso pratiche amministrative gravemente vessanti e lesive della dignità e della vita delle persone con disabilità di Roma ma anche di tutte le altre realtà territoriali italiane.
Info: Coordinamento Nazionale Famiglie Disabili. tel. 333 9294288